QUOTIDIANO SANITA’ – Magi (Lista Medici Uniti): “Ordini devono essere baluardo a tutela professione”

Dalla violenza sui medici, al sovraffollamento dei Pronto soccorso, dai tagli economici al blocco del turnover, passando per il ridotto numero degli accessi alle scuole di specializzazione. E poi osservati speciali sono i giovani e le donne due “categorie” sociali per cui servono soluzioni strutturali, di durata e non più emergenziali. Questi i principali nodi da sciogliere individuati dalla lista “Medici Uniti” guidata da Antonio Magi.
Quotidiano Sanità – 09 NOV 

Antonio Magi, insieme a Pier Luigi Bartoletti, guida la lista Medici Uniti nelle prossime elezioni per l’Ordine dei Medici di Roma che si terranno dal 2 al 4 dicembre. Insieme a loro ben 8 componenti del vecchio consiglio e “questa – spiega Magi – è la reale garanzia di rappresentare, con la lista Medici Uniti, tutte quelle componenti del mondo medico che vogliono continuare quel percorso già iniziato aggiungendone ulteriori obiettivi e soluzioni in quanto il tempo passa e i problemi e le necessità si aggiornano”.
L’Unità della categoria è dunque l’obiettivo ma, per raggiungerlo, sono tanti i problemi che la lista “Medici Uniti” ha individuato e che deve affrontare. Dalla violenza sui medici, al sovraffollamento dei Pronto soccorso, dai tagli economici al blocco del turnover, passando per il ridotto numero degli accessi alle scuole di specializzazione. E poi osservati speciali sono i giovani e le donne due “categorie” sociali per cui servono soluzioni strutturali, di durata e non più emergenziali.

Dott. Magi, lei guida la lista “Medici Uniti” alle prossime elezioni dell’Omceo di Roma che si terranno dal 2-4 dicembre. Quale sono gli obiettivi che vi siete prefissati?

L’obiettivo è quello di portare l’Ordine ad essere il punto di riferimento indipendente di tutta la categoria. “Medici Uniti”, il nome della nostra lista, è e sarà il nostro motto e l’unica direzione cui miriamo con la nostra azione. Siamo consapevoli che di lavoro da fare ce n’è moltissimo ma siamo convinti, di aver gettato le basi per ridare al nostro Ordine il ruolo autorevole e indipendente che gli spetta.  

Quali sono i problemi che l’Odine di Roma deve affrontare, che lei vede come prioritari? 

Di problemi da affrontare ce ne sono tanti. In particolare però ritengo che la violenza sui medici, il Piano di rientro, il sovraffollamento dei Pronto soccorso, i tagli economici, il blocco del turnover, il ridotto numero degli accessi alle scuole di specializzazione e il massivo ricorso al lavoro medico precario siano prioritari. Questi solo per citarne alcuni. Certo non posso neanche dimenticare il contenzioso medico, l’eccesso di burocrazia piuttosto che l’obbligo assicurativo. La realtà è che la categoria medica di problemi ne vive tanti e le sfide quotidiane non mancano mai.

 Dott, Magi, in concreto quali sono le proposte della lista “Medici Uniti”?

Nei prossimi anni vorremo potenziare i servizi per gli iscritti, anche on line, e dall’altro riaffermare la nostra voce all’interno delle Istituzioni, senza urla e chiusure corporative, ma cercando solide argomentazioni a salvaguardia e tutela dei medici e a garanzia dei cittadini.

Per quanto riguarda le esigenze dei colleghi più giovani invece? 

La nostra attività si concentrerà su iniziative volte all’inserimento nel mondo del lavoro, nonché di accesso alla Facoltà di Medicina e lavorare per la semplificazione e la risoluzione delle problematiche inerenti le incombenze relative all’apertura di uno studio o di un ambulatorio o la funzione del medico quale datore di lavoro consapevoli di essere in presenza di una forte esigenza di adeguare la figura del medico nella sua formazione e nel suo ruolo rispetto alle implicazioni che impone il mondo di oggi.

Il sesso femminile è molto presente nella sanità, ma rispetto agli uomini, le donne devono affrontare più difficoltà al punto che per fare carriera devono rinunciare a figli e famiglia.

È un problema che l’ordine si deve porre. Spesso le donne con una famiglia devono rinunciare alla carriera. Il part time potrebbe essere una soluzione ma molte stentano a chiederlo per paura di ripercussioni negative sulla carriera. Ma anche le giovani colleghe hanno difficoltà perché da un’indagine dello scorso anno è emerso che il 60% dei camici rosa è stata vittima di mobbing. Il fatto è che la sanità è ancora costruita su ritmi e organizzazione di lavoro maschili. E un ordine dei medici moderno, attento alle esigenze dei suoi iscritti, deve porsi il problema.

 

Qual è dunque la funzione dell’Ordine dei Medici?

Siamo convinti che gli Ordini professionali dei Medici debbano favorire e contribuire a questo processo di adeguamento della qualità professionale e porsi sempre più come il baluardo a tutela della professione, troppo spesso soggetta ad attacchi e strumentalizzazioni a salvaguardia del paziente e per questo abbiamo in mente di istituire in tutte le strutture sanitarie pubbliche e private di Roma e Provincia un rappresentante dell’ordine dei medici a tutela della qualità delle condizioni di lavoro, del rispetto del codice deontologico, del decoro e della dignità professionale, del congruo compenso, e delle prestazioni sanitarie offerte al cittadino.

Ma per realizzare tutto ciò, è necessario che la categoria medica intera sostenga l’Istituzione Ordinistica, affinché la professione possa tornare ad assumere in pieno il proprio legittimo ruolo di leadership nei processi di cura, per recuperare, una volta per tutte, la sua vocazione naturale per la tutela del bene salute.

 

La vostra lista concorrente è guidata dal presidente uscente dell’Omceo di Roma il quale, lo ricordiamo, un anno e mezzo fa subentrò allo scomparso Roberto Lala, suo grande amico di una vita e collega di sindacato. Come valuta questa scelta? 

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