AFFARITALIANI – Consiglio dell’Ordine dei Medici: si cambia. Presentata la Lista Medici Uniti

Bartoletti: “Basta divisioni. Vogliamo un Consiglio di pari”

Il 2, il 3  e il 4 Dicembre si terranno le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine dei Medici di Roma. Presentata la Lista Medici Uniti. La stella di riferimento di questo schieramento è l’unità della professione medica, al servizio della salute dei cittadini, fuori dall’immagine professionale medica logiche di categoria od appartenenza, cause spesso di divisioni e contrasti che hanno nuociuto e nuocciono alla professione.

 

Capolista di questo schieramento che si contrappone a quello diretto dal presidente in carica Giuseppe Lavra, è Pierluigi Bartoletti, segretario romano della Fimmg, maggiore sindacato dei medici di medicina generale e vice segretario nazionale “Siamo tutti medici in attività – dice – che hanno deciso di giocare un ruolo importante nel rilancio della professione e dei professionisti medici nella nostra città e provincia”. Secondo la lista Medici uniti l’attuale dirigenza dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri che conta più di 40 mila iscritti non ha un’adeguata interlocuzione nei confronti delle Istituzioni. Non riesce a rappresentare un’unità nella professione, troppo spesso divisa da diverse attività professionali, diversi contratti, diverse specialità, diversi interessi, diverse visioni di vedere la professione.

Dottor Bartoletti, quando è stato che la professione medica ha perduto il suo posto nella leadership intellettuale del Paese? E perché?

“Negli anni a causa delle troppe divisioni. Una debolezza che aggiunta alla conflittualità tra le diverse anime della nostra professione ha favorito il lento e progressivo sgretolamento dell’immagine professionale, comune, del medico. Ora basta. Essere uniti nella diversità, rappresentare le diverse anime della professione con il contributo di tutti, è un valore aggiunto che ci allontana dalle divisioni e dai personalismi e ci si avvicina a rappresentare un riferimento certo per i comuni problemi che ognuno di noi, tutti i giorni manifesta nel proprio studio, in Ospedale, in Clinica, nel proprio posto di lavoro, vicino ai malati”.

Come uscire dall’angolo allora?

“Abbiamo lavorato, in questi mesi per riuscire a sintetizzare in una lista una immagine ed una sostanza di unità. Riteniamo di aver fatto il meglio possibile,  per iniziare un percorso di profondo rinnovamento nei metodi utilizzati per formare un gruppo di persone che hanno l’orgoglio e sentono profondamente l’onere di ciò che significa essere medici.  Nella nostra impostazione non ci sono “capi” o “sottocapi”, ma ci sono colleghi e colleghe, di diverse nazionalità, di età diverse, con esperienze diverse, che svolgono la professione in modo diverso uno dall’altro, ma che credono che solo lavorando insieme per i comuni interessi  si possa dare autorevolezza alla figura professionale medica”.

Stop al verticismo e spazio ad una conduzione dell’Ordine  più collegiale e partecipata?

“Nel futuro del Consiglio che vogliamo non ci sarà un Presidente autocratico e Consiglieri che ratificano le sue decisioni, ma un Consiglio di pari, che conterà e che sarà ben visibile in ciascuno dei suoi componenti”.

 

 

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